Valigeria Roncato, con le nuove collezioni ecosostenibili, si impegna ad utilizzare il più possibile materie prime derivanti da materiali post consumo riciclati, ad esempio, nel caso della collezione Relife, i gusci, il tessuto delle cerniere e del sistema espandibile, oltre alla fodera interna, sono realizzati in RPET, materiale realizzato da bottiglie riciclate, a dimostrazione dell’impegno di Valigeria Roncato per la salvaguardia del nostro pianeta.

Acquistando questo trolley, infatti, si contribuirà alla salvaguardia dell’ambiente. Meno rifiuti plastici verranno immessi in circolo perché sono utilizzati per produrre parti essenziali di questo prodotto.

Dai calcoli effettuati, infatti, per realizzare le componenti di un trolley piccolo ci vogliono circa 55 bottiglie di plastica da 500 ml, per realizzare le componenti di un trolley medio ce ne vogliono circa 91 e per realizzare le componenti di un trolley grande ce ne vogliono circa 116.

Il processo di riciclo parte dalla raccolta di bottiglie di plastica, necessaria per eliminare i rifiuti dal nostro ambiente. Si passa poi al processo di riciclo vero e proprio e alla produzione del materiale riciclato (RPET) con il quale vengono realizzate le componenti principali del trolley.

Da sottolineare il fatto che l’innovativo sistema di ruote removibili permette una riduzione all’inquinamento atmosferico anche dal punto di vista della CO2 immessa nell’ambiente, poiché il trasporto di questi prodotti dalle sedi produttive fino ai negozi e/o a casa del consumatore finale avviene senza le ruote riducendo quindi di circa un 10% del volume del trasporto rispetto a prodotti della stessa categoria.

Proteggere l’ambiente con materiali riciclati

Per ora é soltanto un sogno, vivere totalmente senza plastica, infatti, non é ancora possibile. Abbiamo, però la fortuna che sul mercato ormai si trovano tante alternative ecosostenibili che ci permettono di utilizzare i vantaggi della plastica come materiale senza gravare troppo sull’ambiente. Un’alternativa tra esse é l’R-PET.

Che cos’è l’RPET?

Conosciamo tutti le bottiglie in PET?

PET è l’acronimo di polietilene tereftalato ed è prodotto dal petrolio greggio e dal gas naturale. È incolore e altamente traslucido e può essere formato in molte forme diverse. Poiché è anche molto resistente agli urti, è ideale per la produzione di articoli da viaggio. Quando il PET viene riciclato, viene prodotto l’RPET. Questa tipologia di plastica è composta al 100% da bottiglie riciclate ed è quindi molto più efficiente in termini di risorse.

Per la produzione di RPET, le bottiglie in PET vengono pulite e triturate e poi trasformate in nuovo materiale da imballaggio mediante fusione. Questo processo consente di risparmiare energia e risorse perché non viene utilizzato petrolio greggio. Ad esempio, una bottiglia in RPET consuma fino al 75% di energia in meno in produzione rispetto ad una normale bottiglia di plastica. Allo stesso tempo, questo riduce anche le emissioni di CO2. Un altro aspetto ecologico di questi trolley fatti in RPET è che meno bottiglie di plastica finiscono nella spazzatura e quindi nelle discariche. E infine, ma non meno importante: i trolley Roncato Relife sono a loro volta riciclabili.

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Valigeria Roncato è orgogliosa di far parte di questo ciclo.

Nel dettaglio, i passaggi che vengono subiti dalla plastica, presso l’impianto di riciclo e trasformazione, prima di diventare R-PET, sono i seguenti:

  • L’importanza della raccolta differenziata: per poter classificare e separare correttamente la plastica usata per forma e colore, è fondamentale che essa venga già alla fonte (nelle nostre case, aziende ecc…) separata del resto dei rifiuti. Alla plastica usate vengono quindi tolti eventuali etichette e tappi e viene effettuato un primo lavaggio esterno.
  • Il secondo step consiste nella triturazione delle bottiglie usate e degli scarti in fiocchi, che vengono poi più volte lavati e asciugati.
  • In seguito i fiocchi, dopo essere stati riscaldati a lungo, vengono fusi in una massa liquida che poi, una volta raffreddata, viene tagliata in fili;
  • Questi fili, infine, vengono trasformati in bottiglieimballaggi, o altri prodotti.

Utilizzare l’RPET comporta molti vantaggi ambientali, dati soprattutto dalla riduzione delle emissioni di CO2 in fase di lavorazione dei materiali, dal risparmio di risorse non rinnovabili e dalla trasformazione di un rifiuto di plastica in un risorsa. Una novità legislativa riguarda anche il fatto che da gennaio 2021 in Italia è possibile realizzare bottiglie in Pet 100% riciclate, cosa che permette di contribuire ulteriormente alla salvaguardia ambientale.

Tramite l’RPET, oltre alle bottiglie si possono realizzare anche tutta una serie di altri materiali, come i tessuti, che si ottengono da RPET con aggiunta, ad esempio, di cotone. Una grande rivoluzione, questa, anche nel settore della moda che, così facendo, da origine ad un circolo virtuoso di cui l’ambiente ha estremo bisogno.

Riutilizzare una materia prima è un beneficio considerevole anche in termini di rifiuti, perché non immettiamo sul mercato nuovi prodotti, ma ricicliamo quelli esistenti, non andando a creare nuova spazzatura che ha bisogno di spazio e di essere smaltita, e ‘salvando’ la plastica dalle discariche.

Questo discorso diventa ancora più virtuoso se consideriamo che il PET può essere riciclato e reimpiegato più volte, perché non perde le sue proprietà durante il processo di trasformazione.

Seguendo la regola delle tre R, il riciclo è la terza soluzione virtuosa, da percorrere quando non sia possibile rispettare nessuna delle prime due. Il giusto ordine è infatti ridurre, riutilizzare e riciclare. Per ridurre l’impiego di plastica, la prima regola infatti, è scegliere composti di altri materiali; qualora ciò non sia possibile la seconda regola è quella di riutilizzare più volte lo stesso prodotto (e nel caso di una valigia questa regola viene sicuramente rispettata). Infine si arriva al riciclo.

Quando si parla di riciclo è inevitabile parlare di economia circolare.

Cosa significa economia circolare? L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica concetti e azioni operative quali condivisione, riparazione, ricondizionamento, prestito, riutilizzo e riciclo dei materiali e dei prodotti esistenti, per un periodo più lungo possibile. Tutto ciò al fine di estendere il ciclo di vita dei prodotti. Facendo questo la prima conseguenza è la riduzione dei rifiuti: quando il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono reintrodotti attraverso il riciclo, dove è possibile. Il risultato finale è il loro riutilizzo e la generazione di ulteriore valore.

Valigeria Roncato condivide in toto i propositi dell’agenda 2030.

Qualche anno fa abbiamo organizzato la pulizia dai rifiuti di alcune spiagge sul litorale adriatico, cerchiamo di utilizzare materiali ecosostenibili per le nostre produzioni, sviluppiamo prodotti con un ciclo di vita, e quindi un’ottima qualità, più lungo possibile, in modo da immettere meno rifiuti possibile nell’ambiente.

Con Roncato Relife abbiamo voluto andare oltre, creare una valigia realizzata con materiale riciclato per dare un segnale forte al mercato e contribuire fattivamente a salvaguardare il mondo che ci circonda, e in particolare il mare.

I rifiuti che invadono i nostri mari rappresentano un problema importante, non solo per le esternalità negative legate ai costi ambientali e sociali derivanti dagli effetti nocivi sull’ecosistema, ma anche per i costi diretti che possono generare; ne sono un esempio i costi per la pulizia del litorale o per i danni meccanici alle imbarcazioni e alle attrezzature da pesca.

L’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile si concentra sulla conservazione degli oceani, dei mari e delle risorse marine, attraverso la prevenzione e la riduzione di ogni forma di inquinamento marino, soprattutto quello derivante dalle attività esercitate sulla terraferma, compreso l’inquinamento dei detriti marini e delle sostanze nutritive.

Purtroppo i dati sono molto allarmanti:

  • ogni anno vengono prodotte 450 milioni di tonnellate di plastica;
  • circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscono negli oceani annualmente;
  • più di 700 specie sono state interessate da fenomeni di inquinamento da materie plastiche;

Per quanto riguarda i vari tempi di degradazione delle plastiche dipende molto dal loro tipo, troviamo al primo posto i fili da pesca che impiegano fino a 600 anni. Seguono pannolini, assorbenti e bottiglie di plastica per i quali sono necessari fino a 450 anni. Per un sacchetto di plastica non biodegradabile, invece, servono circa 20 anni.

Una piccola curiosità: la degradazione delle plastiche in mare dipende anche dalla posizione dei rifiuti nella colonna d’acqua. Se, come accade per gli oggetti galleggianti, le plastiche si trovano in superficie saranno soggette alla luce, agli agenti atmosferici (pioggia, vento ecc.) e allo sfregamento con altri materiali; tutto questo può in molti casi accelerare i processi di frammentazione e successiva degradazione.

Le materie plastiche in mare si degradano alla luce solare in piccole particelle dette microplastiche, che via via diventano sempre più piccole, entrano anche nell’acqua potabile e restano in sospensione nell’aria, andando a danneggiare anche altri organismi.

Tutto questo ci porta a ragionare sull’importanza dell’eliminazione delle plastiche che finiscono in mare e a tutte le azioni che possiamo fare tutti noi per impedirlo.

In Italia, la legge “SalvaMare” (17 maggio 2022, n.60) si impegna ulteriormente nel contrasto alla dispersione dei rifiuti nei mari, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune, contribuendo al risanamento dell’ecosistema marino e alla promozione dell’economia circolare.

È fondamentale continuare gli sforzi per ridurre l’inquinamento da plastica e proteggere i nostri mari e oceani.